Comune di Montegalda

TARI - PRECISAZIONE DEL COMUNE DI MONTEGALDA SUL CALCOLO

Pubblicata il 14/11/2017

Il Comune di Montegalda -con riferimento alle recenti notizie diffuse dalla stampa circa l’errata applicazione della tassa sui rifiuti solidi urbani da parte di alcune amministrazioni comunali - precisa di aver sempre applicato la Tarsu/Tares/Tari in maniera conforme alla normativa statale e ai regolamenti comunali. 
In particolare, la quota variabile è stata applicata esclusivamente sull'abitazione e non sulle pertinenze.
Per la verifica di quanto sopra basta guardare l'avviso di pagamento inviato ad ogni singolo contribuente dove risulta che sull'abitazione di categoria A viene applicata la parte fissa e variabile; mentre sulla seconda riga relativa alla pertinenza (garage, box, cantine) viene applicata la sola parte fissa.
L'ufficio tributi è a disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito all'applicazione della TARI (telefono 0444 736416).
 
L’errore di cui tanto si parla in questi giorni e che molti Comuni sembrano aver commesso, sta proprio nelle modalità di calcolo; 
tant’è che lo stesso Ministero dell’Economia è dovuto intervenire per chiarire la questione e sgomberare ogni dubbio interpretativo, confermando così che non riguarda Montegalda. La questione investe le bollette delle utenze domestiche, con riferimento alla cosiddetta “quota variabile”, in quanto il totale della bolletta si compone di:
  • una quota fissa, ottenuta moltiplicando la tariffa (a sua volta individuata in base al numero dei componenti della famiglia) per la superficie complessiva (metri quadrati) dell’alloggio e dei locali che ne costituiscono pertinenza;
  • una quota variabile, definita sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare.
La quota fissa, quindi, è data dalla “tariffa parte fissa” per il “numero dei metri quadrati” della superficie dell’immobile, che comprende anche le pertinenze (box e cantine, poichè per utenze domestiche si intendono tutti i locali destinati a civile abitazione).
Per la quota variabile, di conseguenza, si applica la tariffa corrispondente al numero dei componenti, prescindendo dalla superficie, come si è fatto a Montegalda.
 In altre città, invece, tale quota variabile sarebbe stata applicata anche alle pertinenze, che però, civilisticamente, vengono assimilate all’abitazione principale, come d’altronde già avviene per l’IMU e la TASI.
I due schemi illustrano meglio il sistema di calcolo. La simulazione è impostata su un nucleo familiare di 3 componenti che vive in un immobile di 100 metri quadrati e possiede un box di 20 metri quadrati, per un totale di 120 metri. Applicando correttamente le tariffe, la famiglia è tenuta a pagare complessivamente € 164,40, come accade a Montegalda.
Metodo corretto applicato a Montegalda
Utenza domestica Tariffa parte fissa (al mq) Tariffa parte variabile
Abitazione principale, 100 mq. € 0,52 x 100 mq = € 52,00 € 102,00
Pertinenza, 20 mq. € 0,52 x 20 mq = € 10,40
Totale di € 164,40 così composto € 62,40 (parte fissa) € 102,00 (parte variabile)
 
Nei casi di duplicazione della quota variabile, come altri Comuni avrebbero inteso applicare, la famiglia si sarebbe ritrovata a pagare 204,00 euro, ovvero € 102,00 in più.
 
Metodo errato
Utenza domestica Tariffa parte fissa (al mq) Tariffa parte variabile
Abitazione principale, 100 mq. € 0,52 x 100 mq = € 52,00 € 102,00
Pertinenza, 20 mq. € 0,52 x 20 mq = € 10,40 € 102,00
Totale di € 266,40 così composto € 62,40 (parte fissa) € 204,00 (parte variabile)