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venerdì 21 novembre 2008
 
 
art.1 - Giulia Lotto PDF Print E-mail

da il Giornale di Vicenza  del 13 Agosto 2007

IL PERSONAGGIO. LA CENTROCAMPISTA UNDER 17 DEL DUE MONTI SETTE COLLI DI MONTEGALDA AD UNO STAGE A ROMA

di Roberto Luciani

Non c’è stato neppure bisogno di aspettare la notte delle stelle cadenti. Per Giulia Lotto, centrocampista del Due Monti Sette Colli di MONTEGALDA, la convocazione in maglia azzurra è arrivata alla sera del 9 agosto, con un fax consegnatole da una dirigente della squadra, militante nel campionato di calcio di serie C. E poco importa che l’invito a partecipare, dal 3 al 7 settembre, allo stage di Roma della Nazionale under 17 fosse solo una fotocopia. A 16 anni c’è ancora tempo e modo per fermare l’attimo e incorniciarlo. Specialmente poi se il Destino ti ha dato un talento naturale per il pallone.
«Sono felice. La dedico alla mia famiglia che mi ha sempre assecondato. In particolare a Riccardino, il mio fratellino».
- Felici quanto lei.
«Di più. Orgogliosi».
- È stata una sorpresa o se lo aspettava?
«Sinceramente il tecnico della Rappresentativa Veneta me l’aveva detto che volevano convocarmi: ogni volta che c’è un raduno provano un paio di ragazze nuove, però poi non ho più sentito nulla. Così è stata davvero una sorpresa».
- Dovessero dirle che è nel gruppo, come festeggerà?
«Una pizza con gli amici e i compagni di scuola».
- Lei gioca a calcio da sempre; e da sempre tutti ti dicono che gioca meglio di un maschio. Le dà fastidio?
«Un po’. Mi sembra un luogo comune. In realtà ci sono tante ragazze che sanno giocare e hanno i movimenti giusti; però il calcio femminile ha sempre poco spazio».
- Cosa manca secondo lei?
«I soldi. E la televisione».
- Ha cominciato a Grisignano nella Polisportiva del presidente Valente.
«Avevo 8 anni, facevo la terza elementare. Ci sono rimasta fino agli esordienti. Poi, come succede a tutte quelle che fanno questo sport, sono dovuta passare al calcio femminile. Sono stati anni bellissimi, però».
- Terzino e leader da subito. È vero che qualche allenatore portava i suoi ragazzi a vederla per imparare a marcare?
«Me l’hanno detto. Mi sembra fosse un allenatore degli allievi. Fa piacere, no? Comunque ora gioco a centrocampo. In squadra non c’era nessuno che ricoprisse il ruolo e io mi sono messa a disposizione. Tra l’altro, ho fatto anche qualche gol. Una decina».
- Leader si nasce, insomma. Resterà a MONTEGALDA?
«Non credo. So che ci sono molte società di serie B che mi hanno richiesto; ma, d’accordo con la società, dovrei andare a Vicenza, in una delle due società (Vicenza e Acciaierie Beltrame) cittadine».
Sognando la serie A...
- «Naturalmente. Magari a Bardolino. Però andrei ovunque».
- C’è un’altra vicentina che come lei bisogna tener d’occhio...
«Gloria Boscarello, di Grumolo delle Abbadesse. Bravissima».
- A quale giocatore si ispira?
«Da milanista, a Gattuso per la grinta e ad Ambrosiani per il senso tattico».
- Fuori del calcio?
«Una vita da ragazza di 16 anni. Amiche, cinema, pallavolo. Però il calcio è in cima ai miei pensieri».
- Una famiglia di calciatori. Anche i suoi fratelli, Enrico e Riccardo, giocano.
«Ed entrambi con il "marchio di fabbrica" dei Lotto. Grinta e generosità. Non ci risparmiamo mai. E se perdiamo, ci stiamo male fino alle lacrime».
- Studi?
«Terzo anno al "Fusinieri". Ragioneria, insomma. Vuol dire che se mi va male con il pallone, c’è sempre lo studio di commercialista di papà».ö

 
 
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